L’ennesima aggressione a due persone della comunità, avvenuta pochi giorni fa a Reggio Emilia, è la spia di una crescente cultura dell’odio che le istituzioni devono combattere ad ogni costo
E’ ora di dare uno stop all’odio. Di fronte all’ennesima esplosione di violenza, fisica e verbale, nei confronti di due persone appartenenti alla nostra comunità, l’associazione nazionale Lgbtqia+ Polis Aperta composta da appartenenti a forze di polizia, forze armate e simpatizzanti, chiede con forza che le Istituzioni e lo Stato si facciano promotori di una cultura della convivenza attraverso l’educazione.
Una reale educazione sessuoaffettiva, dedicata in primis alle giovani generazioni che alleni al confronto aperto con l’altro da se stessi, è la sola efficace prevenzione verso i crimini d’odio.
Apprendiamo che a Reggio Emilia, pochi giorni fa, una coppia di amici, un ragazzo trans e una persona non binaria, che si stavano solo abbracciando per salutarsi sono stati aggrediti verbalmente e fisicamente da un altro giovane. Tanto da dover ricorrere alla cure del pronto soccorso. Le due persone aggredite hanno poi ringraziato le forze di polizia intervenute per la professionalità dimostrata nell’utilizzare i nomi d’elezione anche se non ancora allineati con i dati anagrafici, e se questo ci incoraggia a proseguire nel nostro cammino di formazione e contrasto alle discriminazioni, non ci basta più. Perché l’odio si combatte già sui banchi di scuola: con la conoscenza, con l’educazione e la consapevolezze. Azioni che, come sottolinea l’Articolo 3 della Costituzione Italiana “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”, competono alle istituzioni.
Chiediamo dunque alla Stato Italiano e al suo governo di non sfuggire a propri doveri, e di servire 3 cittadin3 con lo stesso spirito di servizio verso il prossimo che anima il nostro
lavoro. Chiediamo allo Stato di schierarsi una volta per tutte dalla parte della società e delle persone e non dalla parte delle paure soffiando sulle divisioni.
La sicurezza tanto sbandierata da questo governo si costruisce davvero solo quando quando le nostre città, i paesi, i piccoli borghi e tutte le nostre strade sono davvero un posto sicuro per tutt3.

