Mercoledì 9 aprile 2025 è in programma il secondo appuntamento con l’approfondimento on line “Incontriamoci alle 21”. Il nostro Carlo Scovino, ideatore della serata on line, intervisterà lo storico attivista per la democratizzazione della Polizia Orlando Botti sul percorso del Corpo dal dopoguerra ad oggi. L’iniziativa vuol favorire l’incontro tra soc3 (se pur da remoto) e l’approfondimento di alcuni temi cari al nostra comunità. Per partecipare basta cliccare sul seguente link: https://calendar.app.google/VyFkdxwVUxNbchKt7
Al via la campagna 2025 per il tesseramento a Polis Aperta. Il nuovo anno si apre con l'orgoglio di un compleanno dalla cifra tonda, l'associazione, nata nel 2005, spegne, infatti, 20 candeline. Per celebrare l'anniversario stiamo preparando una serie di eventi che ci accompagneranno durante tutto l'anno e che ci permetteranno di celebrare la stagione dei pride con sempre più orgoglio. Abbiamo attraversato due decenni, centinaia di battaglie per i diritti civili e questo merita un momento di riflessione perché per dirla con Dario Fo: "Se non sai da dove vieni non riuscirai mai a capire dove vuoi arrivare". E noi vogliamo arrivare lontano, vogliamo un futuro costruito sul rispetto di ogni diversità, dei diritti civili e della democrazia. Vogliamo ora il futuro e non abbiamo intenzione di fermarci.
Ogni richiesta di affiliazione all’associazione dovrà essere sottoposta al direttivo che potrà approvare o respingere la domanda. Chiunque condivida gli obiettivi di Polis Aperta può comunque sostenere la causa anche senza associarsi effettuando una donazione. In tal caso, se gradito, verrà trasmessa all’indirizzo email una tessera di sostenitore. Per iscriversi basta un clik sul seguente link e compilare il format; per sostenere la causa ed effettuare una donazione basta scorrere la pagina fino all’ultima parte del testo dove è evidenziata la parola donazione.
Entra in Polis Aperta - Polis Aperta Odv
Per info: iscrizioni.polisaperta@gmail.com
Vi aspettiamo. Grazie!
Si celebra oggi, 11 ottobre, la giornata internazionale dedicata al coming out. Un momento che la comunità Lgbtqia+ dedica alla visibilità, all’affermazione della propria esistenza, contro la cultura del silenzio e della cancellazione. Ecco la testimonianza di Raffaele Brusca, primo poliziotto in Italia autorizzato a indossare la divisa per l’unione civile: “Non saremo mai liberi senza essere noi stessi fino in fondo. Fatelo anche voi, fate coming out. Lo so per esperienza diretta che non è facile, ma fatelo , starete meglio voi e chi vi vuole bene”
Eravamo tra i 20mila del Toscana Pride, sabato 7 settembre. Fra quei ventimila c'era anche Polis Aperta, con il nostro striscione e con i nostri corpi "indomitə e fierə” liberi e libere di essere noi e di rivendicare questa libertà anche all'interno del nostro posto di lavoro. Liberi e libere di essere noi con la divisa che portiamo perché consapevoli di rappresentare nel profondo i valori costituzionali di pluralismo e democrazia. Un grande ringraziamento va all'organizzazione del Toscana Pride per aver creduto nelle soggettività plurali del movimento senza mai arretrare di un passo. E' stata una bellissima esperienza, grazie soprattutto alle persone che vedendoci passare ci hanno applaudito e sostenuto: noi abbiamo rotto il silenzio ma i cambiamenti reali che vogliamo da questa società si raggiungono solo camminando insieme
Il Pride month è iniziato, Polis Aperta parteciperà alla sfilata di Roma nel segno del rispetto e dell’inclusione per non smettere mai di lottare per una pari dignità sociale di tuttə le persone
Polis Aperta ha preso parte all'incontro di Barcellona per combattere i crimini di odio. Il 18 ed il 19 marzo all'interno del Centre Lgbti di Barcellona si è tenuto l'incontro organizzato da Egpa Police e dal Council of Europe con le associazioni Lgbtqia+ per forze di polizia e forze armate, tra cui Polis Aperta grazie alla partecipazione di Monica Giorgi. Finalità dell'incontro l'organizzazione di gruppi di lavoro e di discussione all'interno dei quali potessero emergere suggerimenti per migliorare e adeguare alle nuove realtà sociali il manuale "Policing Hate Crime against Lgbti persons - training for a Professional Police Response". Dal confronto è emersa l'importanza di un dialogo continuo e vivo tra società civile, associazioni e forze di polizia, allo scopo di fornire alle vittime di crimini d'odio, condizioni che favoriscano l'ascolto e l'accoglimento da parte di operatori preparati e sensibilizzati sul tema. Per raggiungere tale risultato gli attori sociali devono fare rete costruendo network in grado di dare risposte alle vittime. Il nostro lavoro, come operatori di polizia, è quello di far rispettare la legge in questo caso, tuttavia, il tema è il rispetto dei diritti umani, ed è riduttivo pensare che si tratti "solo" di rivendicazioni legate alla comunità Lgbtqia+ quando si tocca la sfera dei diritti inalienabili della persona. Sicuramente, il lavoro di un agente di polizia quando si trova di fronte alla vittima di una crimine non è semplice, per tale motivo è importante che la comunità sappia che siamo attivisti e possa fare affidamento sul nostro operato. In prospettiva questa visibilità avrà riflessi positivi anche a livello lavorativo: i crimini d'odio devono essere combattuti, ma soprattutto occorre prevenirli per costruire un futuro migliore. "The more you train, the better you gain".
Il manuale è scaricabile gratuitamente al seguente link:
https://edoc.coe.int/en/lgbt/7405-policing-hate-crime-against-lgbti-persons-training-for-a-professional-police-response.html
La lentezza e la resistenza ai cambiamenti sono radicate nella nostra cultura. E nei nostri ambienti lavorativi persistono pregiudizi e stereotipi nei quali è prima di tutto immersa la nostra società: vi sarà capitato di sentire colleghi e, purtroppo, talvolta anche colleghe - perché per essere maschilisti non occorre per forza di cose essere maschi – dirsi conviti che se una collega si veste per esempio in un certo modo, ciò significhi inequivocabilmente una sua disponibilità sessuale, oppure che lo fa perché ha ottenuto o vuole ottenere qualcosa. Troppe volte abbiamo sentito “misurare” la professionalità delle colleghe valutandole anche in base al presunto numero di partners avuti.
Chi non vive la discriminazione non capisce la necessità e l’importanza di determinate questioni. La parte della popolazione che detiene il privilegio, non si accorge che esiste una marginalizzazione di una certa categoria, che non sempre è una minoranza – nel caso delle donne non lo è per esempio, le donne sono una minoranza all’interno delle Forze Armate e di Polizia ma costituiscono il 50% della popolazione mondiale – e quando ciò viene fatto notare, le cose che ci vengono dette sono più o meno sempre le solite: “Ah ma siete esagerati, siete esagerate, vabbé ma non sarà proprio così, ormai la parità si è raggiunta, eh vabbé però che noia, non è che poi vivete così male, dipende anche da te come vi ponete, forse quello che pensate di subire in realtà lo subite perché siete dei rompiscatole, non perché donna/gay/nera”. Questa cosa qua, negare la discriminazione dell’altro nei termini in cui l’altro la vive, è un modo di esercitare il privilegio.
Come Polis Aperta non smetteremo di lottare per i nostri diritti non solo perché sia nella nostra professione che nell’ambito di questa associazione lavoriamo al servizio della giustizia sociale, ma anche perché non farlo priverebbe le generazioni future degli strumenti per difendere quei diritti.
Oggi è l’8 marzo, non la "festa della donna", ma la lotta per un mondo meno discriminante.
Decise le date per l'assemblea primaverile di Polis Aperta: sabato 24 e domenica 25 febbraio a Sasso Marconi (Bologna). Per rispondere all'esigenza di avere una maggior socializzazione e un momento di incontro tra noi, dopo il Covid ne sentiamo il bisogno tutti, abbiamo optato per una struttura in grado di offrire spazi adeguati per assemblea, momenti conviviali compresa la possibilità per i partecipanti di pernottare all'interno. A breve potremo fornire maggiori dettagli con preventivi e programma delle due giornate... Stay tuned!
Con l’inizio del 2024 si apre al campagna tesseramento di Polis Aperta intitolata “Al servizio dei diritti”. Non un titolo a caso, ma che intende sottolineare come chi indossa una divisa, che appartenga all’esercito o ad una forza di polizia si metta al servizio delle cittadine e dei cittadini, a tutela della pubblica incolumità e diritti, indipendentemente dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere di ciascun3.
Può iscriversi a Polis Aperta tutto il personale in forza ai corpi di Polizia, Forze Armate nonché gli appartenenti alle categorie indicate all’Art. 5 dello Statuto vigente:
“I soci ordinari sono coloro che condividono gli scopi dell’associazione e aderiscono ad essa versando la quota associativa annuale. Essi sono gli/le appartenenti alle Forze di Polizia nazionali e locali ed alle Forze Armate italiane in servizio ed in quiescenza, i/le dipendenti civili dei Ministeri dell'Interno, della Difesa e della Giustizia, i Vigili del Fuoco e gli/le appartenenti alla CRI, i loro amici/che e i/le partner, di qualunque orientamento sessuale.” Scopo dell’associazione è la promozione dei diritti della comunità Lgbtqia+, il contrasto alle discriminazioni sia all’interno dell’ambiente di lavoro che nella società civile e la formazione al personale in divisa per il contrasto ai crimini d’odio e alla violenza di genere.
Ogni altra richiesta di affiliazione all’associazione dovrà essere sottoposta al direttivo che potrà approvare o respingere la domanda. Chiunque condivida gli obiettivi di Polis Aperta può comunque sostenere la causa anche senza associarsi effettuando una donazione. In tal caso, se gradito, verrà trasmessa all’indirizzo email una tessera di sostenitore.
Per info iscrizioni.polisaperta@gmail.com
Vi aspettiamo! #diversamenteuniformi
L’associazione Frame ha organizzato lo scorso 16 dicembre all’interno del Cassero di Bologna un meeting per agevolare l’incontro del mondo della scuola con l’associazionismo Lgbtqia+.
L’evento era rivolto a docenti, insegnanti, educatrici e educatori, personale che a vario titolo lavora nella scuola secondaria di primo e secondo grado con lo scopo di prevenire il disagio giovanile e gli atti di bullismo nei confronti di studenti che si riconoscono nella comunità arcobaleno. Oltre a Frame, associazione attiva nella formazione scolastica, e a Polis Aperta all’incontro hanno partecipato numerose associazioni del movimento Lgbtqia+: Cassero - Gruppo Scuola, Gruppo Trans, Famiglie Arcobaleno, Centro Documentazione Cassero, Centro Risorse Lgbti+ (si occupano di ricerche), Agedo e Mit. Per Polis aperta hanno preso parte all’incontro Carlo Scovino e Marcello Libriani.
L’incontro ha visto una mattinata di confronto tra le associazioni, Polis Aperta ha posto l’accento sulla formazione che stiamo attivando per i/le nuovi/e assunti/e, nei corpi di Polizia, sul collegamento con Oscad – Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori - e al lavoro fatto in rete con altre associazioni per mettere in campo eventi formativi rivolti agli agenti già in servizio. In particolare è stato presentato il progetto “Bullismo e non solo” Scuola promosso da Agedo Lecce al quale ha preso parte anche uno dei nostri soci. Nel pomeriggio, infine, sono state nel presente alla comunità educante le azioni e le pratiche che hanno avuto il maggior riscontro in termini di efficacia. Il confronto ha permesso di raccogliere i bisogni degli educatori/corpo docente nei confronti delle tematiche sviscerate per una progettualità futura che consenta una sempre maggiore efficacia educativa
PROMOTORI: Associazione di Promozione Sociale F.R.A.M.E. (Alessandro Loforte), via San Lorenzo 22, Bologna - info@associazioneframe.it - www.associazioneframe.it

